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     Pianura Padana

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    AutoreMessaggio
    Francesco
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    Località : Taglio di Po

    MessaggioTitolo: Pianura Padana   Lun Ago 22, 2011 5:41 am

    Pianura Padana


    La Pianura padana, chiamata anche Val padana, è una regione geografica dell'Europa meridionale che si estende lungo l'Italia settentrionale ed è compresa principalmente nel bacino idrografico del fiume Po, comprendendo parti delle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. A settentrione, oltre la catena dei Colli Euganei e la laguna di Venezia, la pianura padana assume la denominazione di pianura veneto-friulana. Le 2 aree pianeggianti contigue sono separate dall'Europa centrale dalla grande catena alpina, gigantesco spartiacque geografico e climatico, e sono quindi considerate far parte dell'Europa meridionale. Le Alpi e le Prealpi delimitano la pianura padana lungo i versanti nord, ovest e sud-ovest, mentre il versante meridionale è chiuso dalla catena degli Appennini. Il versante orientale è bagnato dal Mar Adriatico.

    Per definirla viene anche usato, sia pur raramente, il toponimo bassopiano padano. Altro toponimo entrato recentemente nell'uso comune è quello di Padania, termine che viene tuttavia utilizzato soprattutto in ambito politico per indicare il Nord Italia nel suo complesso.

    La pianura padana, la cui superficie è di circa 46.000 chilometri quadrati, è bagnata, oltre che dal Po e da tutti i suoi affluenti, anche dall'Adige nel suo basso corso dallo sbocco in pianura alla foce, dal Reno e dai fiumi della Romagna.


    Geografia

    La pianura padana, una delle più grandi pianure europee, occupa buona parte dell'Italia settentrionale, dalle Alpi occidentali al mare Adriatico, ed ha all'incirca la forma di un triangolo. Quasi al centro scorre il fiume Po, che l'attraversa in direzione ovest-est.

    Il fiume le dà il nome, che deriva da Padus, nome latino del Po. Invece, il nome "Padania" è definito un neologismo, poiché non compare nelle fonti storiche.


    Geologia

    L'attività dei fiumi presenti è la principale causa della formazione dell’ambiente attuale di pianura alluvionale con significativi condizionamenti dovuti alle glaciazioni ed ai fenomeni di subsidenza differenziali in corrispondenza di sinclinali e anticlinali sepolte.

    Il suo assetto contemporaneo, è il risultato dell’azione di numerosi corsi d’acqua che hanno, in successivi tempi geologici e storici, apportato e asportato sedimenti fluviali sul bacino marino costiero, soggetto a fenomeni di subsidenza, che occupava l’odierna pianura padana. In particolare la gran parte dei depositi superficiali affioranti è il prodotto dell’attività fluviale, successiva all’ultima glaciazione wurmiana che si concluse circa 30000 anni fa. Lo scioglimento dei ghiacciai, liberando una gran quantità d’acqua in tempi geologicamente brevi ha comportato l’erosione dei grandi corpi morenici, edificati precedentemente dall’attività dei ghiacciai; i materiali erosi a monte o in prossimità dei depositi morenici deposti all’inizio delle vallate, furono deposti a valle.

    Tuttavia, al di sotto dei depositi continentali fluviali e fluvio-glaciali (che presentano spessori di svariate centinaia di metri) si sviluppa un basamento di origine marina con assetto strutturale complesso e non priva di significato neotettonico.

    Sin dal tardo Cretacico, infatti, la Pianura Padana ha rappresentato la parte frontale di due catene di opposta convergenza: l’Appennino settentrionale e le Alpi meridionali. Studi sulla base della sequenza plio-quaternaria nella porzione centrale e meridionale della Pianura Padana, mostrano lo sviluppo di una serie di bacini sedimentari di tipo sin-orogenetici formatisi a seguito di movimenti ricollegabili a varie fasi tettoniche; la porzione settentrionale della pianura, invece, presenta una struttura monoclinale immergente verso Sud.

    L’aspetto finale della Pianura Padana si è raggiunto con il riempimento definitivo (cominciato nel Pliocene), con depositi dapprima marini e poi continentali, dei bacini ampiamente subsidenti delle avanfosse padane.

    Sebbene la definitiva strutturazione del substrato sepolto venga tradizionalmente associata a una fase tettonica pliocenica media-inferiore (databile dalla discordanza esistente tra i sedimenti plio-pleistocenici marini ed il substrato più antico), è opinione sempre più diffusa che i depositi alluvionali quaternari siano stati coinvolti in fasi neotettoniche, condizionando così anche la morfogenesi più recente.


    Alta e bassa pianura

    La pianura padana comprende due zone con differenti caratteristiche: l'alta e la bassa pianura. Gli aggettivi alta e bassa si riferiscono all'altitudine e non alla latitudine.

    Vi è una netta distinzione tra le due fasce, differenti non solo per l'altezza, ma anche per la natura dei terreni, il regime delle acque e la vegetazione. L'alta pianura, detta anche pianura asciutta, si stende ai piedi delle Prealpi e del pedemonte degli Appennini; il suolo è permeabile, composto da sabbie e ghiaie, e non riesce a trattenere l'acqua piovana. Perciò questa penetra per decine di metri sotto la superficie, fino ad incontrare uno strato di materiale impermeabile. Sulle rocce impermeabili l'acqua scorre fino al punto in cui ha la possibilità di riaffiorare dalla falda freatica, dando origine ai fontanili o risorgive. Tali sorgenti, grazie alla temperatura costante (compresa tra i 9 e i 12 °C) delle loro acque, hanno permesso la diffusione nelle aree interessate di particolari coltivazioni a prato chiamate marcite.

    In corrispondenza della linea delle risorgive inizia la bassa pianura, detta anche pianura irrigua. Questa ha invece suoli formati da materiali più fini, argille di solito, impermeabili o poco permeabili, dove le acque ristagnano originando facilmente paludi e acquitrini.

    Un tempo la pianura padana era ricoperta da foreste nella parte più umida (bassa pianura) e da brughiere in quella più arida (alta pianura).



    Val Padana in provincia di Mantova, sul fondo la montagna
    ( Cliccare per ingrandire )


    Clima e ambiente

    Il clima è caratterizzato da un'ampia escursione termica annuale con temperature medie basse in inverno (0º/4 °C) ed alte in estate (le medie massime estive oscillano dai 25 °C misurati a Cuneo ai 29 °C della stazione meteorologica di Milano Centro. Va detto inoltre che, nella stagione fredda, le temperature minime possono attestarsi anche diversi gradi al di sotto dello zero nelle ore notturne, e talvolta permanere negative o prossime allo zero anche nelle ore centrali del giorno (specialmente in caso di nebbia); nella stagione invernale, infatti, proprio a causa del ristagno dell'aria le temperature massime si attestano su valori decisamente bassi: si possono avere massime anche di -2º (nel dicembre 2009 per circa 10 giorni le temperature non sono salite sopra lo 0º con massime anche di -6º), tanto che la galaverna e le formazioni di ghiaccio possono perdurare per moltissimi giorni e sono pertanto fenomeni diffusissimi. In estate invece le temperature massime possono toccare, in caso di anticiclone sub-tropicale, punte di 38 gradi o, talvolta, superiori. Un esempio di continentalità: nel 2003, con l'anticiclone subtropicale, sono stati toccati i 41º–43º; nel gennaio e nel dicembre 2009, grazie all'effetto albedo e all'inversione termica, si sono toccati i -12º–14º.

    La piovosità è concentrata principalmente nei mesi primaverili ed autunnali, ma nelle estati calde e umide sono frequenti i temporali, soprattutto a nord del Po. La caratteristica conformazione "a conca" della pianura padana fa sì che sia in inverno che in estate vi sia un notevole ristagno dell'aria (è una delle aree meno ventilate d'Italia), con effetti diversi nelle due stagioni.


    Tipico scenario estivo della bassa pianura padana: le campagne di Soresina, in provincia di Cremona, coltivate intensivamente
    ( Cliccare per ingrandire )

    In inverno, quando vi è un accumulo di freddo e scarsità di vento, si forma un cuscinetto freddo che può perdurare anche diversi giorni, specie nelle giornate umide e nebbiose, causando giornate molto rigide e gelo intenso. Tuttavia in questa stagione vi sono anche diverse giornate più secche ma comunque sempre rigide, poiché entra direttamente sulla pianura vento freddo dalla "porta della bora" (da nord-est) e dalla valle del Rodano (da nord-ovest); ed è proprio la bora ad essere foriera di perturbazioni fredde provenienti dalle zone polari, che possono portare forte maltempo con temperature molto basse e neve. In alcune occasioni soffia anche il buran, vento orientale di origine russa che in certe occasioni riesce a raggiungere la pianura padana sferzandola con intense raffiche gelide. Ed è proprio in questi casi che fa spesso la sua comparsa la neve, con copiose precipitazioni derivanti da perturbazioni provenienti dalle latitudini polari, rinforzate dal vento freddo già presente sulla pianura. Per contro, nelle zone ai piedi delle Alpi possono soffiare venti di caduta (occidentali e nord-occidentali in Piemonte e Valle d'Aosta, settentrionali in Lombardia), come il comune föhn, che, oltre a rendere il cielo limpidissimo, porta giornate più miti e secche (l'umidità può scendere anche fino al 10%) anche in pieno inverno. Cessato questo vento però, se il cielo è sereno, le temperature calano sensibilmente nella notte (anche 10 °C in 3-5 ore). La catena alpina esplica un'azione di difesa verso le perturbazioni invernali, ma ostacola anche il passaggio di masse d'aria umide e temperate di origine atlantica, che in tal caso non riescono a mitigare il clima come nelle regione atlantiche europee. Il bacino della pianura padana, delimitato dalle Alpi a nord e a ovest e dagli Appennini a sud che la isolano dalla regioni limitrofe, ha quindi un clima a sè, diverso in particolare dal comune clima mediterraneo a cui di solito viene abbinata l'Italia. Il mare Adriatico peraltro si limita a mitigare solo le zone costiere della pianura romagnola, veneta e friulana, poiché troppo basso e lungo per incidere profondamente sul clima padano, mentre le masse d'aria calda provenienti dal mar Ligure vengono bloccate dall'Appennino ligure e dalle ultime propaggini delle Alpi.

    In estate, invece, l'effetto cuscinetto della pianura padana produce effetti opposti, favorendo il ristagno di aria calda e molto umida che produce temperature alte, connesse a tassi di umidità altrettanto alti, che causano frequenti giornate molto calde ed afose (specialmente in presenza dell'anticiclone africano). Tale umidità, inoltre, tende spesso a scaricarsi sotto forma di violenti temporali e grandine, che portano temporaneo refrigerio e permettono di rimescolare le masse d'aria, causando un rapido ridimensionamento termico. Ma di solito questa situazione dura poco, con un veloce aumento delle temperature e degli indici di umidità. Tuttavia questa regione geografica è una zona di "transizione" , nel continente europeo, tra il tipico clima mediterraneo (a sud) e quello oceanico o marittimo temperato (a nord, nord-ovest). Secondo la classificazione dei climi di Köppen il clima che caratterizza la pianura del Po è detto "Cfb" per le zone più fredde (Cuneo, Novara) o "Cfa - Humid subtropical" (quello mediterraneo è "Csa, Csb - Mediterranean"). Alla luce delle caratteristiche evidenziate, in linea generale, si può definire il clima della pianura padana anche come subcontinentale, con caratteristiche di continentalità molto più marcate rispetto al resto dell'Italia.


    Panorama sulle risaie vercellesi ed il fiume Po dalle colline del Monferrato. Le risaie contraddistinguono un'ampia zona della pianura padana compresa tra Piemonte e Lombardia
    Una delle caratteristiche del clima padano, comune a tutta la pianura, è la scarsità della ventilazione, che in estate rende le giornate ancora più calde e afose e in generale accresce i livelli d'inquinamento, contribuendo a fare della pianura padana una delle zone più inquinate d'Europa.

    La particolare posizione geografica, che la vede chiusa tra alte catene montuose e aperta solo sul lato orientale, ostacolando in parte i venti e favorendo l'accumulo di forte umidità nell'aria, è causa del noto fenomeno della nebbia. Le località con maggior numero di giorni di nebbia in Italia sono infatti quelle dell'area padana, soprattutto verso la zona del Delta.


    Inquinamento

    A causa della scarsa ventilazione della pianura padana, soprattutto occidentale, dell'industrializzazione e dell'alta densità di popolazione (particolarmente in Lombardia, ma distribuita su tutta l'area di pianura, che conta circa 20 milioni di abitanti), dagli anni sessanta è molto cresciuto il problema dello smog e dell'inquinamento dell'aria in genere, inquinamento che non colpisce solo le grandi città o le aree industriali ma che si distribuisce ad interessare l'intera macroregione. I telerilevamenti da satellite mostrano come l'inquinamento dell'aria nella pianura padana sia il più grave in Europa, quarto nel mondo. Inoltre, a differenza delle altre grandi pianure europee, la pianura padana è quasi totalmente coltivata, lasciando spazi irrisori a boschi ed altri ambienti naturali.

    Alcune amministrazioni provinciali e regionali, ad esempio la provincia di Milano e quella di Lodi, stanno prodigandosi per migliorare i pochissimi ambienti naturali rimasti nella pianura e per crearne artificialmente altri, ad esempio col progetto "dieci nuove foreste di pianura" della Regione Lombardia. In altre province ci si sta prodigando per passare ad un'agricoltura meno intensiva e più estensiva, creando i cosiddetti corridoi ecologici, con l'obiettivo di proteggere la residua biodiversità di una macroregione geografica tra le più impoverite d'Europa.

    Articolo tratto da wikipedia: Pianura Padana, wikipedia


    Ultima modifica di Francesco il Mar Ago 23, 2011 12:29 am, modificato 2 volte
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    MessaggioTitolo: Re: Pianura Padana   Lun Ago 22, 2011 5:42 am

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